Conscio, Subconscio e Inconscio nella Prospettiva Spirituale

Articoli | 23/09/2021

Troppo spesso il subconscio ci è stato prospettato, in maniera molto limitante, come il responsabile di tutte le nostre sfortune. Ci è stato presentato come il nostro peggior nemico, un antagonista che ostacola i nostri desideri e la felicità che aneliamo per la nostra esistenza.

Hai mai pensato invece che subconscio e inconscio possano essere delle miniere di informazioni, e che scoprendole possiamo dare una svolta importante alla nostra vita?

Hai mai considerato che il subconscio non sia una grotta oscura di malcelati orrori, ma una sostanza viva e pulsante di emozioni, e che riconoscendole e guarendole possiamo farle lavorare in una prospettiva di Gioia e di Amore?

Lo scopo di questo articolo è quello di fare chiarezza riguardo a queste importanti parti della nostra mente, ridandone il significato corretto in visione di un’ampia comprensione riguardo al senso dell’esistenza terrena.

Mente conscia, subconscia e inconscia hanno un loro senso e possiamo considerare il loro ruolo anche in prospettiva spirituale.

La mente dell’essere umano viene concepita dal mondo scientifico come divisa in tre parti: la mente logica e razionale, mente conscia, viene stimata nel 5-10% del totale, mentre la mente inconscia e subconscia nel 90-95%

Definire una suddivisione della mente è stato reso necessario dalla naturale evoluzione del cervello umano. Il suo funzionamento infatti, con tutto ciò che comprende, appare ancora oggi molto misterioso e complesso anche per gli studiosi più esperti. Così, per riuscire a capire e spiegare meglio le straordinarie capacità della mente, è nata la divisione tra conscio, inconscio e subconscio.

Viene spesso usata la rappresentazione grafica dell’iceberg per agevolare la comprensione di questi concetti.

LA MENTE CONSCIA

La mente conscia è la parte emersa dell’iceberg, quella che tutti intendiamo quando pensiamo all’intelligenza e al cervello umano. È quindi la capacità di capire, studiare e apprendere cose nuove, di progettare, inventare, ma rappresenta anche la libertà di pensare con la propria testa, di compiere ragionamenti e trarre delle conclusioni.

La mente razionale ragiona in visione di obiettivi, successo, gioia, appagamento, realizzazioni di ogni genere. Tutti questi conseguimenti per essere realizzati hanno bisogno che sia allargata la famosa zona di comfort. Il conscio è appunto quella parte del cervello che riusciamo a comandare e a gestire. In questo senso la mente pensa in maniera logica e razionale, e riesce ad inquadrare la differenza tra passato, presente e futuro.

Dietro il conscio però, c’è un mondo che conosciamo solo in parte. L’essere umano non è solo in grado di ragionare, ma è anche capace di provare emozioni, desideri, passioni, e può lasciarsi andare al proprio istinto. Spesso, in realtà, sono questi aspetti emozionali e primordiali dell’uomo a guidare davvero il suo percorso di vita. Stiamo parlando appunto dell’inconscio e del subconscio.

LA MENTE SUBCONSCIA

L’inconscio e il subconscio sono le due parti misteriose e irrazionali della mente.

Il subconscio, seguendo la rappresentazione dell’iceberg, è la parte sommersa, quella che si trova sotto la superficie dell’acqua.

Troppo spesso si sente parlare di subconscio solamente come quella frazione della mente che immagazzina convinzioni limitanti, che sono quei pensieri che ci fanno far fatica nella vita, ma non è solo questo. In realtà il subconscio è anche intriso di emozioni molto forti, a volte molto complicate da gestire. È un magma vivo e pulsante, molto colorato, non un anfratto buio dalle trame paurose e oscure.

Ora considereremo una parte di questo subconscio, quella che si forma in base alle esperienze che facciamo in questa vita. Funziona così: quando viviamo eventi gradevoli, si formano connessioni neuronali che sostengono sentimento piacevoli e convinzioni evolutive, viceversa quando sperimentiamo esperienze dolorose, allora vengono sostenuti e registrati sentimenti di sofferenza, spiacevolezza e si formano convinzioni limitanti.

Questa parte della mente consente all’uomo di provare sentimenti, legarsi a qualcuno e sviluppare delle forti connessioni. Per esempio, quando una madre rimane incinta del suo bambino, sin dal concepimento si sviluppa un’indissolubile connessione a livello subcoscienziale, che entrambi non possono controllare. È la natura che l’ha previsto così.

La mente subconscia è quella che più di tutte si appoggia ai ricordi. Non dimentica nulla e immagazzina tutto. Se qualcuno dovesse chiederci di ricordare passo per passo ogni esperienza vissuta, sarebbe impossibile per noi riuscire a rispondere. Questo perché proveremmo a ricordare con la mente conscia.

Se invece ci dovessimo sottoporre, per esempio, ad una seduta di ipnosi, quella che emergerebbe sarebbe la nostra parte subcoscienziale, che ricorda cose che credevamo di aver dimenticato.

Tutto questo subconscio funziona con un “algoritmo” totalmente diverso rispetto alla mente conscia. Se prima abbiamo detto che la mente razionale ragiona in visione di obiettivi, successo, gioia, appagamento, la mente subconscia è totalmente disinteressata a questo, non perché sia cattiva, ma perché lavora per la nostra sopravvivenza e per difenderci dai pericoli. E lo fa molto bene seguendo un’equazione molto semplice: se tutto quello che ho vissuto in passato mi ha fatto sopravvivere (indipendentemente che abbia provocato dolore o gioia), se ripeto queste esperienze, allora sopravviverò ancora. Questo è un passaggio fondamentale per la comprensione della sua funzione. Il subconscio non è interessato né alla felicità, né alla sofferenza, ma solamente alla sopravvivenza dell’individuo. Seguendo questo filo logico possiamo ben presto comprendere che per sopravvivere bisogna mantenere lo status quo, che a sua volta implica l’impossibilità di ampliare la zona di comfort. Per il subconscio tutto ciò che è al di fuori della zona di comfort è potenzialmente pericoloso e quindi da evitare con ogni mezzo. Da questo ne consegue che se abbiamo intenzione di cambiare qualcosa nella vita, nella maggior parte dei casi la mente razionale ha bisogno di cambiare le abitudini, ma il subconscio cerca invece di mantenere le vecchie; a questo punto più il subconscio è strutturato e traumatizzato, più forte sarà l’attrito, con la conseguenza che la persona proverà dissidio interiore e frustrazione.

Il subconscio si differenzia dalla mente conscia anche per un altro motivo: non riconosce passato, presente e futuro, perché al suo interno tutto vive in un eterno presente. Questo significa che anche se consciamente ricordiamo ben poco di tutto ciò che ci è successo nella vita, in realtà in questa parte della mente tutte le esperienze che abbiamo fatto sono aperte contemporaneamente e le emozioni che abbiamo vissuto sono tutte vive e vegete, non essendo minimamente sbiadite.

C’è un detto che dice che “il tempo risolve tutto”, in realtà il tempo non risolve proprio nulla, l’unica cosa che sa fare è far sbiadire un po’ i ricordi (per sopravvivenza), ma non lo può mai fare del tutto, né risolvere memorie dolorose e traumi.

Tutto quello che abbiamo esposto fin ora riguardo al subconscio, è la sua “ottava bassa”, ma non è tutto perché c’è anche un’ “ottava alta” : la via spirituale che il subconscio ci sussurra. Per udire questo richiamo bisogna stare ad ascoltare in silenzio, praticando il silenzio e facendo tacere il brusio e le confuse voci interiori. Il subconscio, in base all’algoritmo spiegato precedentemente, fa accadere sempre le stesse cose. È un motore sempre in attività che con il suo magnetismo programma ogni cellula del nostro corpo, attirando a noi le persone e le situazioni che confermano le sue convinzioni: cambiano magari le situazioni, gli attori, ma non cambia mai (o quasi) il finale e/o come ci sentiamo prima, durante e dopo. Possiamo tranquillamente affermare che il subconscio vuole aver sempre ragione.  Ed è proprio in questi frangenti che abbiamo l’occasione di osservare, comprendere e trasformare questa parte della nostra mente.

“Non ci scegliamo reciprocamente in modo causale, noi incontriamo persone che già esistono nel nostro subconscio” Sigmund Freud

Non è un’operazione sempre semplice: bisogna essere formati, farsi aiutare anche da qualcuno più esperto di noi che, non essendo coinvolto nelle nostre vicende personali, può accelerare di molto il percorso. Questo è il vero viaggio spirituale, forse l’unico che valga la pena intraprendere. Qui la vita diventa osservazione, gioia e celebrazione. Qui si apre la possibilità di guarire come esseri e come anime, di cambiare un destino altrimenti condannato dagli eventi vissuti.

In questo emozionante lavoro interiore il Theta Healing® ha aperto una possibilità incredibile, dove un operatore competente e formato ha la possibilità di lavorare con una certa velocità e facilità se la persona che desidera cambiare la propria vita ha un’apertura al cambiamento.

Prima di parlare dell’inconscio, finiamo questa descrizione della mente subcosciente, spiegando quali sono i suoi quattro livelli secondo il Theta Healing® di Vianna Stibal.

Il primo livello, che si chiama appunto subconscio, si forma in base alle esperienze che facciamo in questa vita. Si costituisce a partire dall’atto del concepimento: in seguito tutto ciò che prova la madre (e anche il padre!) nel periodo della gravidanza, il feto lo sente e lo registra: nel migliore dei casi percepisce l’amore, il legame, la gioia; ma può anche sentire il dolore, la preoccupazione, tutti i disagi che una madre può vivere, eventuali lutti che dovessero accadere nei 9 mesi.

Il secondo livello del subconscio, detto genetico, rappresenta l’eredità di tutti i nostri antenati, fino a 7 generazioni indietro. Quindi nel nostro DNA abbiamo una selezione delle memorie dei nostri antenati con eventi traumatizzanti da risolvere, ma anche tantissimi talenti da andare a recuperare.

Il terzo livello, chiamato storico, dove si trovano memorie delle nostre vite passate, quindi noi nasciamo ogni volta in un nuovo corpo fisico, ma con una mente e uno spirito molto antico, che ha imparato attraverso molte incarnazioni. Anche in questo livello ci sono eventi da completare, memorie da risolvere, insegnamenti e virtù da recuperare. In questa stratificazione c’è anche una connessione alle memorie del collettivo, ossia con tutte le vite precedenti (e le loro esperienze) di tutti gli individui che hanno calcato la superficie del nostro pianeta.

Esiste poi un quarto e ultimo livello, quello animico (o dell’anima), che rappresenta la somma dei tre livelli precedenti e che è quello più antico e spirituale.

LA MENTE INCONSCIA

Siamo arrivati finalmente a trattare la mente inconscia che è quella più primitiva e allo stesso tempo essenziale, quella che ci delinea come esseri umani ed è guidata dall’evoluzione naturale della nostra specie. Ha il compito di immagazzinare tutte le esperienze vissute nei secoli. Non ricordandole, ovviamente, ma facendole proprie in maniera innata.

Un essere umano non ha bisogno di ragionare per respirare, lo fa in maniera spontanea sin da quando nasce. Così come, allo stesso modo, mangia, beve, fa i suoi bisogni, starnutisce e così via. Un bimbo che vive i suoi primi anni di vita, non lo fa certo in maniera conscia, ma inconscia. La capacità di ragionare e prendere decisioni infatti si svilupperà col tempo. Intanto però, è la parte inconscia e più primitiva del suo essere quella che gli garantisce la sopravvivenza, perché lo porta a compiere naturalmente delle azioni che sono insite all’interno della sua mente.

L’inconscio, tornando alla metafora dell’iceberg, è rappresentato dall’acqua. Non lo riconosciamo perché pensiamo che non faccia parte di noi, del nostro essere; ma pensare che l’acqua non faccia parte dell’iceberg è solo un’illusione. Non esiste la divisione tra inconscio personale e inconscio collettivo: il mare è di tutti e l’acqua che tocca gli iceberg individuali, è la stessa per tutti. Tutti gli iceberg sono fatti, principalmente, dalla stessa materia: l’acqua. E quest’acqua mette gli iceberg in connessione tra di loro. Essi sembrano separati ma in realtà sono tutti uniti. Tutto è collegato.

Per riconoscere l’inconscio e prenderne consapevolezza ci vuole molto di più che una seduta di Ipnosi Regressiva o una sessione di Theta Healing®, è necessario un enorme lavoro su sè stessi. Anche l’inconscio è collegato ai sogni, ma non parliamo di sogni normali, ma di viaggi in mondi paralleli al nostro, mondi reali dove ci si può incontrare veramente con altre persone sognanti.

Comprendere l’Inconscio vuol dire unirsi alla Conoscenza Intuitiva, riappropriarsi del proprio Potere, andare oltre i mondi dell’Ego individuale.

L’inconscio è un’enorme risorsa a cui si può attingere. Qualsiasi esperienza che gli esseri viventi, umani o non umani, abbiano fatto, per migliaia di anni, sono state registrate nell’Inconscio Collettivo e sono a disposizione di tutti. Qualsiasi informazione si cerchi si può trovare in questa incredibile “biblioteca” che è l’inconscio. È grazie a questa meravigliosa forza della natura che gli animali sanno cosa, come e quando fare le loro esperienze (purtroppo noi abbiamo perduto molte delle nostre capacità innate). Questa Conoscenza silenziosa sta dentro di noi e intorno a noi da sempre, ma non ne siamo consapevoli. Grazie all’Inconscio rimaniamo in connessione gli uni con gli altri, ed è per merito di questa connessione che abbiamo la possibilità di essere telepatici, medium, chiaroveggenti, ecc…

Noi esseri umani siamo come iceberg: pensiamo di essere separati gli uni dagli altri, ma in realtà siamo tutti Uno!

C’è qualcosa anche oltre l’Inconscio? Io penso di sì, e troviamo la risposta a questo quesito nelle Sacre Scritture Indiane, che più di ogni altra conoscenza umana, si sono spinte a descrivere l’Indescrivibile. Ma anche per questo ci vogliono un vero Maestro Spirituale, attenzione, tempo, dedizione e tanto amore da dedicare alla conoscenza.

© Cristian Caregnato

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